I legislatori europei hanno dato il via libera a una riforma migratoria che permette la creazione di centri di detenzione fuori dai confini dell'UE e amplia i poteri di espulsione.
Con 418 voti favorevoli e 218 contrari, il Parlamento europeo ha approvato a Strasburgo una riforma radicale delle politiche migratorie. L'obiettivo è accelerare il rimpatrio di chi non ha diritto a rimanere nel territorio dell'Unione.
I punti chiave della riforma prevedono l'istituzione di 'hub di ritorno' in paesi terzi. Diversi Stati membri, tra cui Grecia, Germania e Austria, stanno già valutando l'attuazione di tali strutture, con il premier greco Kyriakos Mitsotakis che punta all'operatività entro il 2027. Inoltre, le nuove norme consentono la detenzione fino a due anni per i migranti considerati un rischio per la sicurezza o con pericolo di fuga.
Il voto ha generato accesi dibattiti. I sostenitori, come l'eurodeputato Malik Azmani, sostengono che la riforma sia necessaria per garantire il rispetto delle regole. Al contrario, le organizzazioni per i diritti umani criticano duramente il provvedimento, temendo la creazione di 'buchi neri legali' e la criminalizzazione dei migranti.
Dopo il sostegno provvisorio degli Stati membri, il testo attende ora la conferma formale definitiva. La maggior parte delle misure sarà applicata immediatamente, mentre alcune disposizioni entreranno in vigore entro 12 mesi.